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Bâ Hampâté, Amadou

L’autore è nato nel 1900 in Mali a Bandiagara, nella regione dell'antico impero peul-musulmano del Macina. Figlio di Hampâté Bâ e di Kadidja Pâté Poullo Diallo, egli apparteneva ad una famiglia
nobile fulbe (o fulani o peul, popolazioni nomadi islamizzate). Dopo la morte di suo padre, sarà adottato dal secondo marito di sua madre e iniziato ai saperi e alle pratiche del suo popolo. Si forma nella locale scuola coranica con Tierno Bokar, figura eminente dell'africanismo tradizionale e grande conoscitore della dottrina islamica. Si consacra alla salvaguardia delle culture africane, soprattutto quelle peultekrur e bambara del suo paese d'origine, svolgendo un ruolo di primo piano nel Consiglio esecutivo dell'Unesco. Nel 1960 lancia un appello perchè vengano salvate le tradizioni orali africane. Scrittore, storico, etnologo, linguista, poeta è stato funzionario dell’amministrazione coloniale ed ambasciatore del Mali in Costa d’Avorio dal ‘62 al ‘66. Nel 1970 Hampâté Bâ decise di lasciare i suoi incarichi ufficiali e diplomatici per dedicarsi interamente ad un progetto di ricerca e d'archiviazione del patrimonio orale dell' Africa occidentale. Negli ultimi anni della sua vita scriverà due romanzi autobiografici, Amkoullel, il bambino fulbe, e Signorsì, comandante, pubblicati postumi. È morto ad Abidjan, in Costa d’Avorio, nel 1991.

bibliografia: 

Signorsì, comandante, Pavia, Ibis, 2006.
Gesù visto da un musulmano, Torino, Bollati Boringhieri, 2000.
Aspetti della civiltà africana, Bologna, Emi, 1975.
Kaidara, Milano, Rusconi, 1971.

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