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Il diritto di migrare

Editore: 
Ediesse
Luogo di edizione: 
Roma
Anno: 
2015
Traduttore: 
. Elena Leoparco


Presentazione: 

Basato su una vasta documentazione sulla portata e le caratteristiche delle attuali migrazioni internazionali, il libro affronta in maniera originale una tematica spinosa: il diritto di migrare. Cioè non solo il diritto di uscire dal proprio paese ma anche il diritto di avere un rifugio o semplicemente di cercarsi una collocazione (un lavoro, una nuova vita) in un paese diverso. Da tempo ormai nelle moderne democrazie il diritto di emigrare è in generale riconosciuto. E di questo diritto i paesi del Nord del mondo si fanno anche paladini, denunciandone l’assenza nei regimi autoritari e totalitari. Ma i governi di questi paesi sono ben lungi dal riconoscere effettive possibilità di ingresso nel loro territorio per chi proviene invece dai paesi poveri, da quelli a elevata pressione migratoria. Questa contraddizione e le possibili vie di uscita sono oggetto dell’analisi della de Wenden. Con una prefazione di Enrico Pugliese.

Pagine di...: 

MURI

I movimenti associativi pongono l'accento sulla sproporzione tra i mezzi utilizzati per fermare le migrazioni e i loro risultati: pesanti violazioni dei diritti dell'uomo, morti alle frontiere e incentivazione, a causa delle proibizioni, di traffici di varia natura. E in più, fanno notare che la vera mobilità è accessibile solo alle élite.

Gli effetti perversi sono, nel peggiore dei casi, le morti alle frontiere, i muri, i campi, le zone d'attesa e i centri di detenzione (come i CIE), la trasformazione degli Stati situati alle porte dei grandi paesi di immigrazione in paesi di transito, nei quali i clandestin non beneficiano di alcun diritto, l'esplosione del giro d'affari legato ai transiti illegali e alla filiera della droga e della prostituzione. Il risultato è, nel migliore dei casi, un lavoro arrabattato in cui la ragione di Stato si scontra con i diritti dell'uomo e i meccanismi del mercato del lavoro.

pag 60 sgg