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Resistere all'immaginario

Riflessioni, stati d'animo, esperienze di vita di un nutrito gruppo di adolescenti alle prese con la vita. Questa è la fotografia scattata agli studenti che hanno aderito al progetto Resistere all'Immaginario, uno dei percorsi finanziati dalla Piattaforma delle Resistenze Contemporanee, avviato durante il mese di febbraio 2017 e giunto alla sua fase finale. Martedì 2 maggio si è infatti concluso anche il terzo e ultimo laboratorio di Comunicazione 2.0 durante la quale gli studenti delle 7 classi coinvolte (Istituto Agrario di San Michele all'Adige e ENAIP di Ossana) hanno visionato e commentato insieme i progetti fotografici, video e iconografici realizzati da loro stessi e li hanno inseriti in un blog creato appositamente per raccogliere le loro testimonianze.

In seguito al primo laboratorio di photo-elicitation e scrittura creativa è stato chiesto ai ragazzi di raccontare una loro personale esperienza di resistenza attraverso parole e immagini. Le narrazioni emerse sono diventate gli storyboard sui quali hanno poi realizzato i lavori visuali, che li ha visti coinvolti in un processo di osservazione e ascolto, ma anche di creatività e confronto. Grazie agli strumenti metodologici acquisiti in seguito al laboratorio di antropologia visuale, gli studenti si sono organizzati in piccoli gruppi di ricerca e, partendo dalla traccia-domanda fornita "Cosa significa per voi resistere oggi?", hanno dato voce alle loro opinioni attraverso fotografie, cortometraggi, video-interviste e presentazioni ipertestuali. Dunque, nel loro immaginario, quali forme assume la parola "Resistenza"? Molteplici e diverse forme in cui le narrazioni dei giovani studenti, biografiche e non, hanno lasciato spazio alle dinamiche personali e relazionali che vivono e che conoscono nel loro tessuto locale e sociale: resistere alla violenza sulle donne, al bullismo e al razzismo, all'omologazione, all'uso di sostanze, alla violenza, allo sfruttamento ambientale e allo spopolamento delle montagne, ai limiti che gli spazi urbani impongono, alla malattia di persone care o alla disabilità.

Uno dei propositi del progetto era proprio quello di stimolare i giovani ad attuare delle strategie per combattere quella propensione a guardare i fatti senza operare alcuna critica e senza attivare uno sguardo retrospettivo. Il percorso si è prefissato di indagare questi aspetti in relazione ad alcune problematiche sempre più territorialmente generalizzate. Il lavoro di ricerca-azione ha stimolato gli studenti nel processo di auto-narrazione e nella presa di coscienza delle problematiche legate al loro presente e alla contemporaneità.

Partendo quindi dall'analisi della realtà più prossima e dai problemi che li toccavano maggiormente, hanno interrogato la propria realtà locale che è diventata il loro oggetto di investigazione. I workshop creativi hanno permesso di esprimere in modo empirico concetti impegnativi e, al contempo, sperimentare forme innovative di partecipazione, produzione ed espressione culturale. Gli studenti, da destinatari del progetto, sono diventati ricercatori, registi, sceneggiatori, attori, incentivati anche grazie all'utilizzo di strumenti innovativi come il video, la fotografia, la scrittura creativa e il blog.

La comunicazione visuale ha facilitato un approccio più orizzontale nel processo di ricerca-azione perché i partecipanti non si sentivano sotto i riflettori, erano loro a guardare un'immagine e spiegare cosa vedevano a partire dalle proprie esperienze individuali e collettive. La selezione e produzione di immagini è stato anch'esso molto utile per invitarli ad esplorare la loro realtà attraverso uno sguardo alternativo in grado di sospendere, seppur momentaneamente, il dato per scontato. Gli adulti hanno spesso un giudizio sbrigativo nei confronti di queste tematiche che, per gli adolescenti, invece si scoprono essere emotivamente ben più complesse, ritrovandosi a tentare di interpretarle semplicemente vivendole.

Attraverso il progetto, gli studenti hanno avuto l'occasione di raccontarsi e di raccontare le resistenze che vivono quotidianamente, sia direttamente che indirettamente, lasciando intravedere come, adeguatamente stimolati, i ragazzi possano sviluppare le loro capacità comunicative e critiche riguardo argomenti di importanza glocale.

Fondamentale è stato il supporto degli insegnanti che hanno dimostrato un grande interesse verso le attività svolte, con estrema collaborazione nei confronti degli alunni e delle formatrici durante tutto il percorso, facendo proprie le finalità del progetto e inserendole negli obiettivi didattici. Sul blog è possibile visionare tutti gli elaborati visuali e lasciare qualche commento affinché i ragazzi possano essere incoraggiati a ricercare, ad approfondire, ad avere un pensiero critico, originale e personale. Se ci porremo in una posizione di ascolto, avremo la possibilità di esplorare il loro immaginario.

Il percorso si concluderà lunedì 5 giugno con un incontro di restituzione che si terrà presso l'aula magna dell'Istituto Agrario San Michele della Fondazione Mach, alla presenza di tutti gli studenti e insegnanti che hanno partecipato al progetto nonché delle autorità e istituzioni territoriali.

All'indirizzo www.resistereallimmaginario.tumblr.com è possibile visionare gli elaborati visuali, frutto delle diverse interpretazioni personali e condivise della resistenza dei giovani di oggi, vista con i loro occhi e raccontata nelle sue molteplici forme.