Tu sei qui

La donna abitata

Editore: 
e/o
Luogo di edizione: 
Roma
Anno: 
1999
Traduttore: 
M. D'amico

Presentazione: 

Il romanzo è presentato nella trasmissione radiofonica Cammei della Rai regionale il 22 maggio 2009. E' anche presente nella libreria del Gioco degli specchi su anobii: http://www.anobii.com/books/La_donna_abitata/9788876414039/01c99fd52ea1c...

La donna abitata è la storia di due donne, Itzà e Lavinia, le cui vicende, descritte parallelamente, sono tra loro simili nonostante ambientate in tempi storici lontani: quella di Itzà al tempo della conquista spagnola del Centro America, e quella di Lavinia negli anni ’70 del secolo scorso in una città inventata che si chiama Faguas, città in cui impera la dittatura militare.
Queste due vite si fondono in una unica storia: Itzà, morta in battaglia, riprende a vivere sotto forma di albero e il succo delle arance da lei prodotte viene bevuto da Lavinia, una ragazza ricca e indipendente che diventerà anch’essa una guerriera che combatte, come la sua antenata, a fianco dell’uomo che ama.
Lavinia conduce la sua esistenza da affermato architetto di uno studio prestigioso circondandosi di persone benestanti ma aride; nonostante questo non si sente molto realizzata, sino a quando non incontrerà Felipe che la condurrà gradualmente all’interno del “Movimiento” contro la dittatura in Nicaragua.
La saggezza di Itzà mitigherà le paure di Lavinia e lei, attraverso l’amore per Felipe, la solidarietà dei compagni e la linfa vitale infusale dalla sua antenata, lotterà come una guerrigliera contro la dittatura del Grande Generale, in nome dell’eterno ideale della giustizia sociale e della difesa e rivendicazione degli oppressi.
Lavinia comprenderà che la morte non è la fine di tutto perché la vita si trasforma e la rinascita di Itzà come albero si accompagna alla sua nell’affrontare la paura e nello sconfiggere i fantasmi del passato.
L’epilogo, visto in questa prospettiva, perde la sua drammaticità e la poesia finale ribadisce il punto di vista di considerare la molteplicità delle forme di esistenza come parti di un tutto armonico in cui non c’è distinzione alcuna perché la vita continua, ciclicamente.