Tu sei qui

L'esca

Editore: 
Zandonai
Luogo di edizione: 
Rovereto
Anno: 
2008
Traduttore: 
Alice Parmeggiani

Recensione: 

“Da dove devo cominciare” dice mia madre. Nello stesso istante allungo la mano e premo il pulsante sul magnetofono. Il magnetofono è vecchio. “
Con questo inizio semplice e magistrale comincia la storia di un esule che dalla Bosnia porta con sé in Canada ben poche cose. Le più preziose sono alcune cassette di una registrazione in cui ha praticamente costretto sua madre a raccontare la propria vita tragica e avventurosa, un racconto in parte autobiografico per quel che riguarda i due matrimoni e la conversione all'ebraismo. Serbo-bosniaca convertitasi alla religione ebraica per amore del marito nel 1938, perde prima lui, internato e fucilato, poi i loro figli in un incidente ferroviario. Si risposa con un altro ebreo, anche lui vedovo e sopravvissuto.
Per il narratore riascoltare queste cassette dopo due anni di lontananza dalla madre patria è sconvolgente perchè significa reimmergersi all'improvviso nella sua lingua: “e quando è rimbombata...dall'altoparlante del magnetofono, sono semplicemente crollato.” Pensava di averla abbandonata per sempre una volta arrivato all'aereoporto: “nell'istante... in cui dettai al tassista l'indirizzo dell'albergo nell'altra lingua, pensai che non avrei più aperto bocca nella mia.”
Non resiste però quando trova rumorosi immigrati dal suo ex paese a seguirli per ascoltare non tanto i loro discorsi da niente quanto i suoni , “la morbidezza della pronuncia bosniaca”, “quella strascicata della Voivodina”, spinto dal desiderio di affondare in un mare di suoni familiari. La lingua è estremamente importante per lui: “Non avevo più un paese, ero rimasto senza madre, mancava solo che la lingua si consumasse del tutto e allora sarei rimasto senza niente.”
Esseri troppo sensibili gli immigrati, “abbiamo sempre la percezione che la terra ci sfugga da sotto i piedi o di vivere in stanze con il pavimento inclinato, così che sdruccioliamo di continuo e scivoliamo irrimediabilmente in angoli bui.”
A Donald, l'amico canadese, può sembrare meraviglioso non avere radici, secondo lui “l'assenza di radici permette una libertà completa”, ma “non sa che significa avere il proprio luogo, sapere che quel luogo è solo tuo, ritornarvi o lasciarlo per sempre.”
Donald è uno scrittore, cerca di spiegargli cosa costituisce un racconto, come inizia finisce e si sviluppa, si arrabbia e si infervora nelle discussioni sulla letteratura.
È importante la lingua, è importante la parola, “chi scrive, chi desidera scrivere, deve sempre tenere a mente che una parola si può pronunciare solo una volta.”
È importante il continuo confronto con uno scrittore: “Io a Donald avevo fatto una semplice domanda: in generale è possibile narrare?”
Lingua parola racconto: il libro sviluppa una poetica, una riflessione sulla scrittura. “Certe volte penso che sia bene che io non sappia scrivere, perchè ogni volta che rifletto sulla scrittura mi ritrovo davanti solo domande, mai risposte.”
L'io narrante insiste sul fatto che non è ma vorrebbe essere uno scrittore: “se avessi una penna vorrei”, “mi mancano le parole” e, in una ripetizione ossessiva, “se sapessi scrivere”.
L'amico a cui si rivolge domina invece la lingua, Donald è uno scrittore, sa.
È questo il modo con cui il protagonista lo attira dal luogo consueto dei loro incontri, il ristorante sull'isola in mezzo al fiume nel centro città, fino a casa sua. Il leit motiv della scrittura culmina nel momento conclusivo, Donald sta arrivando a casa con in mano il fascio delle pagine che gli ha inviato, tutte piene di correzioni.
Se accetta, nel caso in cui accetti ciò che ha scritto, cambierà la sua esistenza, “È un'intera vita possibile quella che ho affidato alle sue mani”. Esce di scena la figura della madre, per entrare, forse, quella di Donald.
Testo breve, intenso, ricco, a diversi piani di lettura, fitto di espressioni poetiche come di riflessioni.

Autore della recensione: 
Maria Rosa Mura
Pagine di...: 

L'esilio: pag. 51, 59
La lingua madre: pag. 7, 82, 83, 85, 123