Tu sei qui

Se li guardi

Editore: 
Erikson
Luogo di edizione: 
Trento
Anno: 
2021


Recensione: 
Guardare significa volgere lo sguardo in modo intenzionale con estrema attenzione, non è vedere.
"Se li guardi", dice l'autore, ecco cosa vedi: persone, bambini, donne, giovani, ricordi, dolori, difficoltà e gioie, affetti. La morte e la vita.
Amedeo Savoia, che ha frequentato per anni l'ambiente carcerario come insegnante e come animatore di laboratori teatrali, riporta le narrazioni che gli hanno affidato e nel restituire dignità alle persone che fa parlare, ci permette di capire qualcosa al di là di quanto semplicisticamente possiamo pensare dei detenuti.
Paziente ed attento ascoltatore (che lealtà in quel "è tutto come me lo hanno narrato") mette in luce in questi brevi racconti aspetti della vita che suscitano empatia.
Si vedono soprattutto momenti del passato rimasti indelebili nel ricordo, non la realtà quotidiana del carcere che si intravvede assai meno: il ragno nella cella, il racconto della vigilatrice penitenziaria, il 'Sergente' che ne ha fatto ormai la sua casa ed ha paura di uscire,
quasi di più si vedono le prigioni in altri paesi - "dove mi hanno messo eravamo in centododici".
La varietà di testi e di situazioni permette, in così poche pagine, un viaggio in tante parti del mondo, situazioni, culture. Siamo in Puglia e in Biafra, in Tunisia ed in Albania, in Marocco e negli USA. Nel Mediterraneo da affrontare su un barcone - "Eravamo trecentoquaranta persone" - per arrivare in Europa.
Sono bambini maltrattati dalla vita, rimasti soli, sfiniti dal lavoro (il piccolo pasticcere che vede appena lo splendido cenone di fine anno "perché ancora una volta crollai dalla fatica e dal sonno e mi svegliai solo la sera dopo") oppure felici, anche di poco, di un giorno in montagna dove abitava la nonna (" Sentivo il profumo dei fiori, il profumo pulito della terra, il profumo dell’erba, l’odore degli animali. ...Sentivo soprattutto i cani abbaiare. Mi piaceva accarezzare il cane della nonna e i suoi cuccioli"). Bambini teneramente amati dai genitori anche adottivi, coccolati dalle nonne o da mamme prostitute e drogate, ragazzini che si sfidano in giochi mortali o vittime della prepotenza degli adulti, anche solo per aver bagnato il letto la notte, giovani che inseguono sogni di successo nello sport, di affermazione nel loro ambiente, anche malavitoso, i sogni del 'tutto e subito' e della sfrenata libertà adolescenziale.
Uomini che sentono l'imperativo di sottostare alle leggi della vendetta e dell'onore ("Dopo il funerale mi metto subito in moto. Dovevo vendicarmi. Per forza. Il più presto possibile, perché dopo si calmavano le acque").
È questo che affascina nel libro di Amedeo Savoia, abbiamo di fronte persone che parlano alla sua amichevole comprensione, gli affidano momenti importanti della loro vita e lui media verso il mondo esterno, quel mondo che li vuole ignorare, li vuole in silenzio e chiusi, nascosti, sbarrati.
Sono le storie abbozzate, bloccate, di chi non ha retto ed ha scelto il suicidio. "Eri forte. Pieno di orgoglio e vitalità....Sei e rimarrai sempre un grande, K., con i tuoi ventuno anni."
"so che è il destino me lo sentivo già da bambino
vedevo un futuro poco cristallino, ma non capivo
perché siamo nati presi catturati"
Il cuore di chi resta sanguina, un grumo di dolore al pensiero di vite interrotte, di giovani che avrebbero, sì, avrebbero potuto...
Con modestia e convinzione l'autore scrive: "Tutte le persone incontrate in carcere mi hanno aiutato a crescere. Ho ricevuto tanto." Lui, con la sua dedizione, la sua pazienza pervicace, anche nell'avvicinarsi e nel lavorare in un ambiente non facile e con persone non certo facili, aiuta noi che siamo fuori da questa città invisibile a capire la nostra società e ci invita a cercare soluzioni che vadano oltre quella semplicistica di ignorare il problema, rinchiudere il reo e buttare la chiave. Ci impone di cercare un modo nuovo, fedele al dettato costituzionale, di intendere la pena comminata per il reato.
"Se li guardi", perdiana, Guardali!, sono persone, come te e me, persone "finite" in carcere, ma che dal carcere possono riemergere con un nuovo progetto di vita utile a se stessi e alla società. Se gliene si dà l'opportunità, se solo incontrano l'occasione giusta, lo studio, il lavoro...
"Se li guardi".
Al di là del materiale proposto - della sua forza e intensità -, della vita impegnata che sottende, dei valori che propone, del tipo di pena riabilitativa che propugna, del dolore che traspare per le tragedie emerse, per i giovani che abbiamo perso, al di là di una finestra aperta su tante vite, basta anche solo questo titolo per far riconoscere che Amedeo Savoia è, anche, uno scrittore.
Autore della recensione: 
Maria Rosa Mura
Presentazione: 

Amedeo Savoia che ha frequentato per anni il carcere con attività di insegnamento, teatro e scrittura, condivide le narrazioni che gli sono state affidate dalle persone che lì ha incontrato.