
Il giornalista britannico di origini nigeriane, già con il titolo e la copertina specifica il contenuto: «L' Africa non è un paese», ma un continente di cinquantaquattro paesi e questo libro fornisce "istruzioni per superare luoghi comuni e ignoranza sul continente più vicino".
Si tratta di otto capitoli di stile diverso, dai ricordi personali al saggio alla storia lontana e recente, e in tutti proclama come l'Africa, descritta come fosse un unico paese, è invece una realtà complessa vista sempre con la lente del pregiudizio e del razzismo. Nessun continente ha subito la stessa sorte; un miliardo e mezzo di persone, ricche di cultura e storia, più di duemila lingue, viene rappresentato sempre come un'entità unica che si bilancia tra povertà e tragedia e un grande parco safari, con splendidi animali e guerrieri selvaggi. Anche le campagne di beneficenza insistono nel rappresentare aspetti negativi e la passività degli "africani" in eterna attesa dell'aiuto dell'uomo bianco.
Con precisione, ironia, a volte sarcasmo, Faloyin cerca di darci strumenti che contrastino questo approccio superficiale e dirci che l'Africa/ le Afriche è molto di più e molto meglio di come viene raccontata. Ricorda la nascita dei paesi odierni quando alla conferenza di Berlino del 1884 14 paesi imperialisti tracciano confini per spartirsi territori d'influenza su una mappa incompleta che a malapena disegnava territori ancora ignoti, separando popoli uniti dalla lingua e da una
lunga storia comune; i paesi arrivati all'indipendenza con questo difetto di origine e precipitati nel caos delle dittature e di nuove forme di colonialismo; i manufatti attestanti la cultura, la religiosità e la storia antica depredati dai colonialisti ed esposti nei musei occidentali, senza accettarne ancor oggi la restituzione e così impedendo ai popoli interessati di conoscere le proprie radici.
E poi ancora la frenetica vita urbana di Lagos, la 'sua città', rumorosa e invasa di gioia, 21 milioni di abitanti; gli stereotipi dei film hollywoodiani come dei libri ambientati in Africa con pochi intellettuali e scrittori a cercare di riequilibrare il modo in cui il continente è rappresentato; il cibo, Nollywood e le serie tv in Nigeria. E infine la creatività di gruppi ed imprese che si incamminano verso un futuro in cui la ricchezza del continente viene riaffermata nella sua varietà e complessità.
Un libro assolutamente da prendere in considerazione, vista la pervasività nella nostra vita quotidiana degli stereotipi che affronta.