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Immigrazione in Italia

La giusta distanza

Regia: 
Carlo Mazzacurati
Paese di produzione: 
Italia
Anno: 
2007
Durata: 
110'
Locandina: 
Sinossi: 

Mara, insegnante di scuola elementare, viene trasferita in un piccolo paesino del Polesine. Qui fa la conoscenza di alcuni abitanti del luogo, tra i quali Giovanni, diciottenne aspirante giornalista, e Hassan, stimato meccanico tunisino perfettamente integrato nella comunità con il quale intratterrà una breve relazione.
Tutto sembra andare per il meglio fino a quando un giorno, all'improvviso, Mara viene ritrovata morta nella sua casa e la polizia incolpa Hassan.
Giovanni però non accetta di credere che Hassan sia l'assassino e dopo qualche tempo scopre il vero colpevole. Questa indagine gli farà scrivere un ottimo articolo grazie al quale arriverà per lui anche un'importante offerta di lavoro.

Il vento fa il suo giro

Regia: 
Giorgio Diritti
Paese di produzione: 
Italia
Anno: 
2005
Durata: 
110'
Locandina: 
Sinossi: 

Philippe, ex professore dedicatosi alla pastorizia sui Pirenei francesi, è alla ricerca di una nuova sistemazione per la sua famiglia, dato che nel luogo in cui vive è in costruzione una centrale nucleare. Dopo aver inutilmente cercato casa in Svizzera, nel fare ritorno in Francia si ritrova nella Valle Maira, nel paesino di Chersogno, ormai spopolato e abitato quasi unicamente da anziani, visto che il resto degli abitanti raggiunge il piccolo borgo montano soltanto per trascorrevi le vacanze nei mesi estivi. Si tratta di una comunità molto chiusa, ultimo retaggio della lingua e cultura occitana in Italia. Dopo qualche dubbio iniziale, l'amministrazione comunale si adopera per trovare a Philippe una casa in affitto e gli abitanti si mettono al lavoro per restaurarla. Inizialmente il paese sembra lieto di accogliere la giovane famiglia, composta, oltreché da Philippe, dalla moglie e tre figli. Ben presto però nascono le prime incomprensioni, causate dalle abitudini dei nuovi arrivati. Così, col passare del tempo, la nuova famiglia diviene sgradita alla maggioranza degli abitanti, i quali dall'iniziale gentilezza passano alla manifesta insofferenza, che si esplicita in veri e propri atti di boicottaggio verso l'attività del pastore.

Lettere dal Sahara

Regia: 
Vittorio de Seta
Paese di produzione: 
Italia
Anno: 
2006
Durata: 
123'
Locandina: 
Sinossi: 

Il film narra la storia di Assane, un ragazzo senegalese che parte per l’Italia in cerca di un lavoro e di una sistemazione. Dopo un naufragio e l'approdo a Lampedusa, inizia a lavorare, in nero, nel sud dell'Italia, ma lui vuole altro e decide di trasferirsi a Firenze dove vive la cugina che ha un lavoro regolare ma che ormai ha dimenticato le sue tradizioni e la sua religione, e per questo la convivenza risulta difficile. Parte ancora, verso Torino dove qualcosa nella sua vita sembra cambiare..

Mio fratello Yang

Regia: 
Gianluca e Massimiliano De Serio
Paese di produzione: 
Italia
Anno: 
2004
Durata: 
15'
Locandina: 
Sinossi: 

Bing arriva clandestinamente in Italia dalla Cina. Ad attenderla c’è il suo nuovo fratello.

«Il film costituisce il capitolo conclusivo di una trilogia sulla condizione esistenziale imposta dalla clandestinità, iniziata con Il giorno del santo (2002) e Maria Jesus (2003). Anche in questo caso, si è creato durante il lavoro con gli attori un’intensa sintonia, risolta in un cortocircuito tra esplicita finzione e intima realtà: un gap che ha lasciato sul terreno gli spazi tra i visi, i corpi e le poche parole all’interno di una storia sbilanciata verso un altrove che incalza. Mio fratello Yang è nato infatti dal desiderio di rispondere a delle domande, ma più ci addentravamo in questa ricerca, più diventava evidente una sola risposta: tutto era sfuggente, inafferrabile, rarefatto. Eppure tutto era lì, in quelle vite scoperte» (G. De Serio, M. De Serio).

Il giorno del santo

Regia: 
Gianluca e Massimiliano De Serio
Paese di produzione: 
Italia
Anno: 
2002
Durata: 
16'
Locandina: 
Sinossi: 

L’ultimo giorno di lavoro di una ragazza curdo-irachena in Italia.

Ué paisà - atto I Franchein

Regia: 
Gianni Torres
Paese di produzione: 
Italia
Anno: 
2003
Durata: 
9'
Locandina: 
Sinossi: 

“Ué…paisà- atto I. Franchein” è un documentario nato dalla domanda: "è possibile integrarsi nel popolo italiano comunicando mediante l’espressione più radicata, ossia il dialetto?" In Italia, infatti, in ogni paese o città si parla un dialetto differente, a volte, più dell’italiano stesso. Ecco dunque l’incontro/intervista con Talla, ambulante senegalese, immigrato regolare.
Talla parla un dialetto barese dei più antichi, quello della città vecchia, quello stesso linguaggio proveniente da una realtà cittadina avvolta dall’emarginazione e dal disagio sociale. Talla, chiamato da tutti “Franchein“ (Franchino), esprime infinità dignità, sottolineando le diversità religiose, le difficoltà quotidiane, gli obiettivi futuri della sua vita.
Il dialetto è davvero una porta d’ingresso privilegiata per accedere nella società: dopo pochi minuti, superato l’impatto folkloristico, miracolosamente non ci si accorge quasi più della diversa colorazione della pelle perché, quella lingua, è compagna di vita di tutti gli italiani, nelle proprie rispettive cadenze e negli infiniti dialetti. Straordinarie, inoltre, e interessantissime, la gestualità e le espressioni di Franchein proprie di chi parla il dialetto barese.
Ultima considerazione: forse, la migliore comprensione di culture ed abitudini dei popoli, passa proprio dalla conoscenza profonda della lingua.

Oggi è una bella giornata

Regia: 
Marco Bellocchio
Paese di produzione: 
Italia
Anno: 
2002
Durata: 
13'
Sinossi: 

Nikolas è un medico straniero poco integrato in un paese di provincia. Un giorno in ambulatorio arriva una bambina colpita da shock anafilattico. Nikolas capisce che la vita della piccola dipende dalle scelte che dovrà fare in pochi secondi, nella completa solitudine della sua responsabilità...

Nisansala la tranquilla

Regia: 
Elisabetta Lodoli
Paese di produzione: 
Italia
Anno: 
2002
Durata: 
18'
Locandina: 
Sinossi: 

Il ritratto di una ragazza di 17 anni, Nisansala, dello Sry Lanka che da circa 3 vive a Roma dove ha raggiunto i genitori, immigrati da lungo tempo. La ragazza è alle prese con la complessa e contraddittoria condizione della propria identità, sospesa tra il radicamento e il rifiuto del suo paese di provenienza.

“Volevo indagare l’esperienza di sentirsi stranieri, raccontare lo spaesamento, la sospensione e le contraddizioni quotidiane in cui vivono le persone divise tra la loro cultura d’origine e quella del paese ospitante. In questo percorso riconosco ora una parte di me, quella che, seppur in condizioni di privilegio, ha vissuto all’estero ed è stata ‘straniera, non integrata’” (E. Lodoli)

Lettere al vento

Regia: 
Edmond Budina
Paese di produzione: 
Italia
Anno: 
2002
Durata: 
84'
Locandina: 
Sinossi: 

Tirana - Niko è un cinquantenne ex segretario del Partito Comunista Albanese ed ex professore. Suo figlio Mikel è emigrato in Italia ma lui non ha notizie da tempo anche se con regolarità giungono soldi alla famiglia in Albania.
Niko, raccimolato il denaro, decide quindi di organizzare il viaggio per l'Italia, dove vuole rintracciare suo figlio, scoprire che fine ha fatto e che cosa è diventato.

Foku - fuoco sporco

Regia: 
Claudio Bozzatello
Paese di produzione: 
Italia
Anno: 
2005
Durata: 
18'
Locandina: 
Sinossi: 

Foku è il tentativo di raccontare la storia di 4 ragazzi e il loro lavoro nelle ex acciaierie Falk. Jon, Titti, Miki e Sandu sono alcuni tra coloro che negli ultimi anni hanno vissuto tra i vecchi capannoni dismessi, estraendo rame e cercando di difendersi dalle molte insidie. Le immagini di quello che è stata in passato vivono attraverso gli occhi del custode che lega a quei capannoni i ricordi del suo lavoro, di quello di suo padre e di moltissimi amici e colleghi.

«Un’enorme area dismessa, un insieme di capannoni e palazzine che, fino a pochi decenni fa, ospitavano una delle maggiori realtà della siderurgia in Europa. Oggi quell’area è il rifugio, la casa e il posto di lavoro di chi ha una realtà spesso complicata da vivere. Realtà invisibili e spesso inimmaginabili per chi vive oltre il muro di cinta […]. Crediamo nella possibilità di rendere una testimonianza di queste storie diverse, nella preoccupazione che la totale demolizione dell’area – da riconvertire in un grande centro polifunzionale – le cancelli per sempre». (C. Bozzatello)

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